Domande alla Dott.ssa Chiesa – Parte Terza

Abbiamo parlato sino ad ora degli impatti della nuova realtà scolastica sugli studenti in generale. Soffermiamoci ora su quella categoria di allievi che presentano dei problemi di base, che sono psicologicamente e cognitivamente più deboli

Sicuramente per questa categoria di bambini è molto più difficile. E' stato difficile il lock down, è stato difficile anche il rientro a scuola. Alcuni di loro fanno fatica a seguire le regole che vengono date, come di dover tenere la mascherina, altri invece amano molto il contatto con gli altri bambini e quindi la privazione ha dato maggiori problemi. Hanno dovuto controllare molto di più il proprio comportamento. In altre situazioni alcuni bambini hanno amplificato la loro preoccupazione verso questa pandemia, in tanti disegni è emersa la paura verso il covid, la paura di ammalarsi, la paura di morire, di perdere i propri cari. Un bambino con maggiori problematiche sottoposto a tutte queste notizie con pochi filtri soffre ancora di più questa situazione. La vive ancora più intensamente a livello emotivo e quindi a maggior ragione va più supportato

Quali responsabilità ha la scuola nei confronti dei suoi alunni con più problemi?

Quella di fornire immediatamente gli insegnanti di sostegno. Questo è un problema di tutte le scuole e di tutti gli anni, non solo di questo in particolare. A settembre-ottobre non ci sono ancora tutti gli insegnanti di sostegno. Al momento in cui si rientra a scuola è opportuno che questi insegnanti ci siano e che possano accogliere questi ragazzi per farli sentire a proprio agio specialmente dopo più di sei mesi di mancata scuola e quindi riavviarli ad un discorso di apprendimento e di relazione con gli altri adeguata. Dovrebbe poi essere tutto personale formato anche sull'impatto emotivo e di stress che può avere avuto il lock down su questi bambini

La teleriabilitazione può costituire un intervento efficace in questi casi?

Assolutamente si, ne ho fatta moltissima ed è stata veramente molto efficace. Alcuni bambini addirittura sono diventati molto autonomi perché quando lavoravamo in presenza ero io a fornire loro il materiale, ma ovviamente a distanza chiedevo a loro di preparare il materiale. Quindi sono diventati maggiormente autonomi nella gestione del proprio materiale. Anche molto più competenti nel sostenere una seduta di terapia.

Logopedia, coronavirus e teleriabilitazione

Ho delle colleghe logopediste che lavorano presso il mio studio e anche loro con la teleriabilitazione sono riuscite a mantenere il rapporto di terapia con i propri pazienti a distanza. A volte un po' più faticosamente perché mantenere l'attenzione del bambino a distanza su aspetti che richiedono maggiore attenzione come la logopedia è difficoltoso ma sono riuscite lo stesso con ottimi risultati

Quali contributi diretti e indiretti può dare in termini pratici la neuropsicomotricità?

La neuropsicomotricità può aiutare sicuramente il bambino da un punto di vista cognitivo, emotivo, relazionale e da un punto di vista motorio. Può essere fatta sia in presenza che a distanza e da un contributo diretto al bambino e un contributo indiretto anche alla famiglia, dando istruzioni e indicazioni anche al genitore su come rapportarsi adeguatamente con il bambino