Le tue domande

La rubrica dedicata alle tue domande.

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Ottobre 2020
Dal nostro forum ho scelto l’accorato appello di un’insegnante alle prese con un bambino affetto da disturbo del comportamento.

Buonasera dottoressa, sono Lidia, un’insegnante e le scrivo perchè nella mia classe c’è un bambino al quale è stato diagnosticato un disturbo oppositivo provocatorio (dop). Appartengo alla “vecchia guardia” e forse non sono prontissima ad affrontare certe situazioni, ma ho sempre svolto il mio lavoro con amore, pazienza, empatia e serietà. Cionondimeno Dario sta mettendo a dura prova il mio spirito di sopportazione. L’insegnante di sostegno è arrivata e si è ammalata. Ogni tanto si palesa una supplente, ma…Come devo comportarmi?

Cara Lidia, non dimenticare che i comportamenti disturbanti e aggressivi di Dario sono basati su difficoltà metacognitive e di mentalizzazione. Il piccolo non è in grado di sviluppare un’adeguata consapevolezza dei vissuti, dei sentimenti e dei bisogni degli altri. Dario non si rende conto veramente di come si comporta. Quindi per prima cosa non accettare le sue provocazioni, rispondigli sempre formulando richieste in positivo senza negazioni. Stabilisci delle priorità, non puoi intervenire contemporaneamente su tutti gli atteggiamenti sbagliati. Non adottare una disciplina ferrea, colpevolizzante ed umiliante. Concentrati sull’esecuzione di nuovi comportamenti positivi, piuttosto che sull’eliminazione di quelli problematici. Punisci solo i comportamenti più gravi.
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Settembre 2020
Abbiamo deciso di mettere in evidenza la domanda di una zia preoccupata, che riprende un argomento trattato qualche mese fa.

Dottoressa Chiesa mia nipote Cristiana di 4 anni ha manifestato sin dai primi mesi di vita, particolari sintomi che sono stati fatti risalire ad un disturbo dello spettro autistico. Ora hanno cominciato a parlare della Sindrome di Rett, com’è possibile, che vuol dire?
Una zia preoccupata

La Sindrome di Rett è una rara malattia neuroevolutiva e genetica, che colpisce soprattutto le bambine ed è una delle cause più comuni di deficit cognitivo grave. Molti sintomi come la difficoltà di linguaggio e relazione, possono essere confusi con quelli dello spettro autistico, inoltre questa sindrome non è facile da diagnosticare e in taluni casi si può cadere in errore. Una diagnosi corretta prevede in primis l’osservazione, da parte del medico, della crescita iniziale e dello sviluppo del soggetto, quindi una serie di test genetici. Si assicuri pertanto che sia stata fatta una precisa anamnesi della piccola e che oltre all’analisi psicologica di Cristiana siano stati fatti gli esami necessari.
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Agosto 2020
Abbiamo scelto di mettere in evidenza il quesito di Elena che parla di un disagio molto comune nella nostra società.

Gentile dottoressa Chiesa, sono una ragazza di 22 anni con grossi disagi familiari. Ho un pessimo rapporto con mia madre e non riuscendo a gestire lo stress emotivo, riverso tutta la mia frustrazione nel cibo. Passo da periodi di abbuffate incontrollate, la primavera scorsa sono ingrassata di 7 chili, a periodi di digiuno quasi totale. In questi ultimi mesi non solo ho perso i chili presi, ma sono dimagrita di altri 3 chili. Sto male… cosa posso fare?
Elena

Cara Elena, il disagio che stai vivendo non deve essere sottovalutato. Ti consiglio di prendere contatto con uno psicologo e di cominciare quanto prima una terapia che tenga in considerazione anche i problemi di salute che possono insorgere a causa di uno scorretto comportamento alimentare.
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Luglio 2020
Abbiamo deciso di mettere in evidenza il post di Lucrezia che tratta uno dei temi “caldi” che interessano la nostra società.

Ho seguito con interesse il suo approfondimento sul tema del bullismo. Mio figlio Jacopo, in prima media, ha cominciato ad essere vittima di un gruppetto di “bulle” della scuola. Lo hanno preso di mira a causa del suo aspetto fisico e della sua timidezza. Da qualche mese è in cura con uno psicologo, ma ho letto i suoi articoli sui benefici del Krav maga. Ritiene possa veramente essergli utile? Noi abitiamo a Latina potrebbe segnalarmi qualche centro?
Lucrezia 

Cara Lucrezia, sono certa che la terapia psicologica associata alla “terapia fisica” aiuti i ragazzi a ritrovare fiducia in se stessi, a costruirsi un “nucleo” forte, rendendoli più consapevoli del proprio io mentale e del proprio io corporeo. Scrivimi in privato, nel frattempo cerco di trovare un centro serio dove Jacopo possa imparare il Krav Maga..
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Giugno 2020
Questo mese ho deciso di mettere in evidenza la domanda di Dolores:

Buonasera, a mia figlia Veronica è stata diagnosticata l’ADHD, come si cura? Dolores 

Cara Dolores, per l’ADHD gli interventi terapeutici sono molteplici e includono trattamenti di tipo psicoeducativo, psicoterapeutico e in casi estremi farmacologico. La scelta del tipo di intervento terapeutico dipende dalla gravità della compromissione, dalla presenza di altri disturbi e dall’età del paziente. La neuropsicomotricità fornisce un valido trattamento con ottimi risultati..
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Maggio 2020
Questo mese insieme ai miei collaboratori ho deciso di mettere in evidenza la domanda di Anna:

Buongiorno dottoressa Chiesa, sono stata convocata dalle maestre di mio figlio Ettore che ha 5 anni e va all’asilo, perché secondo loro dovrei farlo vedere da una logopedista in quanto non pronuncia ancora bene alcune parole. Non vorrei sembrare irriverente, ma mi sembra una moda portare i bambini da questo o quello specialista, ai miei tempi non ricordo proprio di compagni o amici che abbiano fatto ricorso a tutti questi dottori….Anna 

Cara Anna, ha sicuramente ragione nell’affermare che oggi c’è una sensibilità e un’attenzione più critica nella valutazione delle varie fasi di sviluppo del bambino, ma questo non può essere che un bene, perché ci aiuta a fornire ai nostri figli gli strumenti per una crescita sana ed equilibrata. Non trascurerei il consiglio delle maestre di suo figlio, Ettore potrebbe avere un problema di DSA che con una diagnosi precoce può essere facilmente controllato e risolto. La logopedista, grazie ad una terapia di riabilitazione, può aiutare suo figlio a migliorare il linguaggio e la comunicazione. Questo tipo di disturbo se trascurato, può provocare nel soggetto che ne soffre bassa autostima, isolamento, rabbia.
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Aprile 2020
Ho scelto per questo mese dal nostro forum la domanda di Luigi, perchè anticipa un tema che voglio riprendere a breve:

Buonasera dottoressa, sono Luigi, un ragazzo di 24 anni per natura molto ansioso ed emotivo. Di recente mi sono trovato a guidare di notte rientrando da un lavoro temporaneo. Ho sempre avuto una sorta di avversione per la guida notturna, ho problemi di vista e non mi sento sicuro, inoltre se ne sentono un sacco su quelli che guidano in stato di ebrezza o peggio. Comunque la notte in questione pioveva e procedevo piano sulla tangenziale. Un pazzo alla guida di un camion dopo avermi tallonato per un pezzo di strada che a me è sembrato eterno, mi è quasi venuto addosso. Quando finalmente si è allontanato ho dovuto accostare: tremavo, facevo fatica a respirare, mi sembrava di soffocare. Alla fine ho chiamato mia sorella che è venuta a recuperarmi con il marito. Da quella sera non riesco più a guidare neppure di giorno: mi sento soffocare, tremo, mi sudano le mani, mi sento morire. Sono pazzo? Devo farmi curare? 

Caro Luigi, molti individui hanno sofferto di sporadici attacchi di panico senza però conseguenze rilevanti sui loro comportamenti. Bisogna distinguere fra l’attacco di panico e il disturbo di panico, che si differenzia dal primo in quanto condiziona lo stile di vita del soggetto che ne soffre. Ti consiglio di rivolgerti ad uno specialista per avere innanzitutto una diagnosi reale e precisa e per decidere poi come procedere. Questo non significa assolutamente che stai diventando pazzo, ma solo che forse hai bisogno di un aiuto per ridimensionare e capire le tue ansie..
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Marzo 2020
Per questo mese ho deciso di riproporre il quesito di Monica:

Buongiorno dottoressa, sono una mamma preoccupata: mio figlio Edoardo di 6 anni, ha iniziato a settembre la scuola, è iscritto in prima elementare. La vivacità e l’entusiasmo che manifestava all’inizio dell’anno, sono scemati nel corso delle settimane e poco a poco è diventato taciturno, ombroso e spesso irascibile. Le maestre fanno fatica a coinvolgerlo nel gruppo classe e ad oggi ha imparato solo a scrivere con grande fatica il suo nome e poche altre parole. Ho forse sbagliato non preoccupandomi di insegnargli l’alfabeto prima dell’inizio della scuola? Molti suoi compagni già sapevano un po’ leggere….Monica da Torino 

Cara Monica, innanzitutto non colpevolizzarti inutilmente, ci sono bambini che manifestano un naturale interesse per la scrittura prima dell’età scolare e in questo senso è giusto soddisfare la loro curiosità, ed altri che non manifestano quest’esigenza e pertanto non vanno forzati prima del tempo. Da quanto mi racconti Edoardo probabilmente ha un problema di deficit dell’apprendimento, questo non significa che è meno intelligente degli altri bambini o non normale. Semplicemente ha bisogno di percorsi educativi speciali, perché le sue reti neuronali funzionano in modo diverso. Ora è importante una corretta e tempestiva diagnosi per intervenire in maniera adeguata permettendo al piccolo di riguadagnare il terreno perduto riconquistando anche sicurezza in se stesso e senso di adeguatezza.

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Febbraio 2020
Per questo mese ho scelto dal nostro forum il quesito di un papà preoccupato per il figlio adolescente.

Buongiorno sono Aldo il papà di Ettore di 16 anni. Vorrei un consiglio su come comunicare con mio figlio che ormai non riconosco più: è sempre arrabbiato, scostante, maleducato, non ci racconta più nulla, risponde a monosillabi…Non so proprio come prenderlo… 

Caro Aldo, non devi scoraggiarti, comunicare con un figlio adolescente è difficile per tutti. Innanzitutto devi capire che Ettore non è più il “tuo bambino” sta cambiando, sta cercando la sua strada e per farlo ha bisogno dei suoi spazi, di prendere le distanze non solo da te e da tua moglie, ma soprattutto da quello che rappresentate. La sfida è insita al percorso di crescita, così come la ricerca di indipendenza. Questo non significa che non abbia più bisogno di voi, solo dovete trovare un nuovo piano di comunicazione. Giocate sull’ascolto empatico, non fategli domande chiuse alle quali può rispondere semplicemente con un sì o con un no, interessatevi alla sua vita in generale, ai suoi hobby, ai suoi gusti, alle sue opinioni. Rispettate i suoi tempi e i suoi spazi, facendogli sentire che comunque siete sempre lì per lui.
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Gennaio 2020
Per questo mese ho scelto dal nostro forum una domanda riguardante il tema del mese…

Buongiorno dottoressa Chiesa, seguo sempre il suo forum e vorrei farle una domanda che spero non esuli dal suo ambito professionale. Quali sono le cause della sindrome di Down? Terry

Carissima Terry, la domanda è pertinentissima. Generalmente ogni cellula del nostro corpo possiede 23 coppie di cromosomi, per un totale di 46 cromosomi. Nella sindrome di Down si riscontra una triplicazione del materiale genetico del cromosoma 21, che interessa l’intero cromosoma o solo parte di esso.
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Dicembre 2019
Questo mese abbiamo scelto dal nostro forum la domanda del papà di Marta, che tratta un tema purtroppo molto “sentito” in adolescenza: il bullismo.

Sono il papà di Marta una ragazzina di 13 anni che ha sempre avuto un carattere forte e autonomo. Recentemente siamo stati convocati dai professori , perché si è resa colpevole di un atto di bullismo nei confronti di una compagna. Pare si tratti di un fenomeno isolato. Come possiamo aiutarla? Dobbiamo mandarla da uno psicologo?

Innanzitutto dovete cercare di trasmetterle fiducia, sicurezza e valori forti in cui credere. No all’eccessiva indulgenza, senza però eccedere con atteggiamenti punitivi e rigidi. Dovete cercare di motivarla con stimoli positivi. Spesso dietro l’atteggiamento da bullo si cela un malessere profondo, una disfunzione della personalità e dello sviluppo affettivo. Un supporto terapeutico può essere fondamentale per risolvere sul nascere una situazione che ancora non si è incancrenita.
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Novembre 2019
Per questo mese ho deciso, in linea con il tema, di riprendere la domanda di Emma.

Buongiorno Dottoressa, mia figlia Cristina soffre di problemi legati ad un distorto rapporto con il cibo, è stata per un po’ da uno psicologo, ma ora si ostina ad affermare che può uscirne da sola. Secondo lei è possibile? Emma

Buongiorno Emma, purtroppo i disturbi del comportamento alimentare hanno radici profonde nel vissuto emotivo, psicologico e fisico di chi ne soffre. Bisogna affidarsi ad un’equipe specializzata che spesso comprende: internista, psicologo e psichiatra. Parliamo di problemi importanti che si riflettono anche sulla salute dei soggetti e che devono essere trattati con serietà e professionalità, l’auto cura non sortisce alcun risultato.
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Ottobre 2019
Per questo mese ho scelto dal nostro forum una domanda legata alla fase di addormentamento dei bambini.

Mio marito ed io siamo su posizioni opposte rispetto al rituale che precede il riposo notturno di nostro figlio Nicolas di 5 anni: io sostengo che la sera non si devono fare giochi troppo movimentati, soprattutto niente tablet, ma piuttosto un bel libro di favole, come faceva mia madre con me. Lui si ostina a sostenere che invece bisogna “stancarlo” e quindi tutte le sere improvvisano battaglie con i cuscini, gare con la playstation, sfide con la spada laser. Il risultato è che alle 11 Nicolas è ancora pimpante e si rifiuta di dormire.

Non voglio essere causa di discussioni famigliari, ma mi vedo d’accordo con lei: i bambini la sera non devono essere sovrastimolati, quindi no a giochi attivi, rumori forti e luci violente, bisogna invece creare un ambiente rilassante e ovattato.
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Settembre 2019
Solitamente mi scrivono per lo più genitori, nonni, zii. Per questo mese ho scelto invece la domanda di un fidanzato affettuoso, attento e partecipe.

Gentile dottoressa, la mia fidanzata Agnese di 25 anni ha sofferto in passato di anoressia. Ultimamente ho notato che si comporta in modo strano quando ceniamo insieme: tagliuzza il cibo in pezzettini millimetrici, lamentandosi di avere un’infiammazione in bocca, spizzica qualcosa, ma non finisce mai la sua porzione, più volte l’ho sorpresa chiusa in bagno. Ho provato ad affrontare con lei l’argomento, ma si trincera dietro un silenzio ostile. Si può ricadere nell’anoressia?

Purtroppo sì e dal comportamento di Agnese deduco che è nella fase di negazione, non vuole ammettere di essere nuovamente in difficoltà e quindi è importante intervenire tempestivamente, prima che la situazione diventi cronica. Devi starle vicino, sostenendola senza colpevolizzarla, non ergerti a giudice, ma parlale con dolcezza, cercando di comprendere il suo disagio. Non esitare nel cercare aiuto in un centro specializzato.
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Agosto 2019
Ho scelto per voi questo mese il quesito di Mara, perché interessa un numero sempre più alto di persone.

Buongiorno dottoressa Chiesa, recentemente ho avuto per la prima volta in vita mia, un fortissimo attacco d’ansia incontrollata, per un attimo ho pensato che il mio cuore si fermasse e che il mio cervello fosse andato in tilt. Secondo il mio medico, che mi segue da 10 anni, non è stato un vero e proprio attacco di panico, ma questo episodio mi ha lasciato un sacco di dubbi e di paure. Le chiedo: cosa scatena gli attacchi di panico? Mara

Carissima Mara, non c’è una ragione specifica che scateni la cosidetta “crisi di panico”, ma semmai concorrono diversi fattori legati ad una situazione di stress emotivo, di tensione, di cambiamento, di perdita di sicurezza. Anche l’utilizzo di sostanze stupefacenti può alimentare il disturbo. Ti consiglio di non creare un circolo vizioso attorno a questo singolo episodio, cerca di non dargli più peso del necessario e fidati del parere del tuo medico che ti conosce da tanto tempo.
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Luglio 2019
Per il mese ho scelto dal nostro forum una domanda legata all’autismo, perché in tanti avete sottolineato come questo tema sia particolarmente sentito.

Buonasera, a mio figlio Ettore è stata recentemente diagnosticata una forma di autismo. Mia moglie ed io siamo ancora scossi, increduli e… molto molto impreparati ad affrontare il problema. Abbiamo superato lo stadio della negazione e ora siamo nella fase della colpevolizzazione: “Cosa abbiamo fatto di sbagliato, avremmo dovuto o non dovuto…” I medici cercano di farci capire che questa malattia non ha niente a che vedere con nostri presunti errori, ma noi continuiamo a non darci pace. Ci risulta anche difficile fare domande ai terapeuti che ci assistono, ci sentiamo quasi… timidi, impotenti di fronte alla nostra ignoranza e… lo confesso infastiditi. Una delle tante domande che ci poniamo, riguarda i movimenti ripetitivi di Ettore, che ci fanno andare fuori di testa. Che significato hanno?

L’autismo è un disturbo molto complesso da affrontare e le vostre emozioni, i vostri vissuti, sono assolutamente giustificati. Non abbiate timore nel cercare l’appoggio di figure professionali preparate per aiutarvi a contenere ed affrontare le vostre paure e i vostri dubbi.
Le modalità psicomotorie delle quali mi parla, si possono classificare come attività di autostimolazione e/o autoerotismo. Spesso questi movimenti ripetitivi si possono considerare tentativi di mantenere gli “oggetti” sempre in un determinato posto, di evitare che l’ambiente si modifichi. Qualsiasi cambiamento genera nel soggetto autistico un senso di angoscia intollerabile. La ripetizione quindi equivale ad un mantenimento dell’oggetto e risulta tranquillizzante.
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Giugno 2019
Ho notato dalle vostre lettere nel mese, che molti di voi sono particolarmente interessati al problema dell’autismo, è per questo che oggi ho scelto di sottolineare il messaggio della mamma di Aron:

A mio figlio Aron di 15 mesi è stata diagnosticata una forma di autismo. Avrà mai una vita normale, sarà mai autosufficiente, potrà andare in una scuola normale?

Cara mamma di Aron, non lasciarti trasportare dalla disperazione e guarda al disturbo di tuo figlio con un approccio più costruttivo. Una diagnosi precoce è fondamentale per un’evoluzione positiva del disturbo. Anni fa ho avuto un piccolo paziente con una situazione simile e, grazie ad un intervento mirato ed efficace, ha superato i suoi problemi e ormai conduce una vita normale. Affidati ad un centro specializzato in psicomotricità dell’età evolutiva e non lasciarti abbattere dalle difficoltà. Il trattamento terapeutico da ottimi risultati.
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Maggio 2019
Questo primo mese abbiamo scelto la domanda del papà di Marta che tratta un tema di forte attualità:

Sono il papà di Marta una ragazzina di 13 anni che ha sempre avuto un carattere forte e autonomo. Recentemente siamo stati convocati dai professori, perché si è resa colpevole di un atto di bullismo nei confronti di una compagna. Pare si tratti di un fenomeno isolato. Come possiamo aiutarla? Dobbiamo mandarla da uno psicologo?

Innanzitutto dovete cercare di trasmetterle fiducia, sicurezza e valori forti in cui credere. No all’eccessiva indulgenza, senza però eccedere con atteggiamenti punitivi e rigidi. Dovete cercare di motivarla con stimoli positivi. Spesso dietro l’atteggiamento da bullo si cela un malessere profondo, un disfunzionamento della personalità e dello sviluppo affettivo. Un supporto terapeutico può essere fondamentale per risolvere sul nascere una situazione che ancora non si è incancrenita.

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