Le fobie

Si definisce con il termine “fobia” una paura estrema, persistente e immotivata rispetto a quanto la provoca. Questo terrore non può essere controllato da chi ne soffre e a nulla valgono le spiegazioni razionali o le dimostrazioni dell’innocuità della situazione in oggetto.

Anche se la paura non ha ragion d’essere, il fobico non può fare a meno di cedere al panico accompagnato spesso da sintomi fisiologici quali: senso di soffocamento, tachicardia, nausea, vertigini, sudorazione eccessiva, tremito incontrollato, stanchezza estrema. Questo panico immotivato causa spesso una sorta di disadattamento sociale interferendo con la routine quotidiana, con la performance lavorativa, con il rendimento scolastico e creando problemi alla vita di relazione.

Il fobico mette in atto comportamenti di evitamento rispetto allo stimolo che innesca il senso di terrore, dando luogo ad un pericoloso meccanismo che rinforza negativamente la paura, alimentando al contempo il senso di sfiducia nelle proprie capacità.

Esistono diversi tipi di fobia che si dividono in due grandi categorie: le fobie generalizzate (agorafobia, fobia sociale) e le fobie specifiche(aracnofobia, cinofobia, acrofobia…).
Il trattamento prevede un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale e, nel caso di fobie invalidanti, si può ricorrere anche all'uso di farmaci ansiolitici e antidepressivi.