Paola Chiesa

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  • in risposta a: Miglioramento negli anni #3269
    Paola Chiesa
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    Caro Luca, molto dipende dalla tempestività con la quale è fatta la diagnosi, infatti tanto prima viene diagnosticato il problema, tanto prima si interviene con un trattamento riabilitativo come logopedia, psicomotricità… La diagnosi permette di non far incancrenire la situazione creando anche disturbi psicologici quali ansia da prestazione, bassa autostima, stress, isolamento, depressione. Nei casi nei quali il disturbo è molto lieve succede altresì che con la crescita tenda a compensarsi naturalmente, ma non dimentichiamo che ogni caso è unico e va preso e affrontato nella sua particolarità.

    in risposta a: Tabelline #3266
    Paola Chiesa
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    Cara Sabina, mi dispiace ma non è detto che sia così scontato. Anche i bambini che soffrono di discalculia possono imparare le tabelline. Se noti che Andrea ha difficoltà con la matematica, si stanca facilmente e non ottiene risultati commisurati ai suoi sforzi, una valutazione neuropsicologica può fugare ogni dubbio.

    in risposta a: Bullo e vittima #3262
    Paola Chiesa
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    Cara Euridice, il percorso terapeutico si differenzia essenzialmente per “ciò” che il soggetto deve imparare a gestire: il bullo deve imparare a gestire la rabbia e a rispettare gli altri, la vittima deve acquisire sicurezza in se stessa e superare le offese subite. Con i bulli si lavora innanzitutto sulla presa di coscienza del mondo delle emozioni e delle proprie azioni. Con le vittime il percorso terapeutico parte dalla costruzione dell’autostima passando per la ricostruzione di un rapporto di fiducia verso i coetanei e gli adulti. In entrambi i casi la famiglia e la scuola sono parte essenziale del percorso di “guarigione”.

    in risposta a: Preoccupazione per la gestione familiare #3233
    Paola Chiesa
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    Cara Anna,
    i bambini sono molto più flessibili di quanto immaginiamo e si adattano meglio di tanti adulti al cambiamento.
    Cionondimeno noi rappresentiamo la loro “finestra sul mondo”. I bambini hanno paura di quello che noi temiamo, è quindi logico che se noi siamo spaventati, lo siano anche loro. La negazione però non è una risposta adeguata, fondamentale è invece gestire i nostri timori, esprimendo in modo chiaro, diretto e consapevole i nostri sentimenti, cercando al contempo di spiegare la situazione con un linguaggio rassicurante e scevro di immagini catastrofiche che potrebbero essere fraintese dai piccoli.

    in risposta a: visita da un terapista della neuropsicomotricità #3147
    Paola Chiesa
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    Cara “mamma di Giorgio”, anche nel tuo caso l’approccio dipende dall’età del bimbo, in linea generale se è ancora piccolo puoi giocare sul fatto che lo porterai a trovare un signore/ra che aiuta i bambini a sentirsi meglio, ad imparare nuovi giochi. Nel caso sia più grande pensa a quali problemi affliggono Giorgio e insisti sul fatto che il terapeuta può aiutarlo a risolverli: ad esempio “Ti aiuterà a capire perché confondi le parole, perché non sei veloce con i numeri.”

    in risposta a: deficit d’attenzione #3131
    Paola Chiesa
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    Caro Armando, l’ADHD è un disturbo neuropsichico che influenza lo sviluppo del bambino e dell’adolescente.

    La sintomatologia comprende disattenzione, iperattività, impulsività, depressione, disgrafia, difficoltà di apprendimento, disortografia, aggressività, logorrea, nervosismo, insonnia, disturbi dell’umore.

    Il bambino dimentica con facilità le cose, sembra assente, perso in un mondo tutto suo e si annoia rapidamente passando da un’attività all’altra, senza concluderne nessuna. Non riesce a portare a termine un compito assegnato o a seguire delle istruzioni.

    in risposta a: Problemi durante il riposo notturno #2747
    Paola Chiesa
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    Buonasera, se nel complesso suo figlio è un bambino sereno e sano, non mi preoccuperei. La paura del buio e gli incubi notturni rappresentano una fase normale dello sviluppo infantile legata alla consapevolezza di una maggiore autonomia dai genitori, all’ansia per il distacco dalle figure genitoriali, all’ingresso alla scuola materna, all’incontro con nuove figure di riferimento (maestre d’asilo).

    in risposta a: Bullismo e Krav maga #2378
    Paola Chiesa
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    Cara Lucrezia, sono certa che la terapia psicologica associata alla “terapia fisica” aiuti i ragazzi a ritrovare fiducia in se stessi, a costruirsi un “nucleo” forte, rendendoli più consapevoli del proprio io mentale e del proprio io corporeo. Scrivimi in privato, nel frattempo cerco di trovare un centro serio dove Jacopo possa imparare il Krav Maga.

    in risposta a: Ribellione #2375
    Paola Chiesa
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    Cara Elena, quest’età si contraddistingue per la forte crescita intellettuale, per la prima comprensione del mondo e delle sue regole e capita che i bambini contestino le regole stabilite dagli adulti. E’ un modo per capire quanto siano importanti le suddette regole e quanto siano coerenti i genitori nella necessità di farle rispettare. E’ importante fissare dei limiti, ma anche essere comprensivi e spiegare sempre con chiarezza le proprie posizioni. Al tempo stesso è necessario cominciare a responsabilizzare i nostri figli e a renderli consapevoli dell’importanza di rispettare i suddetti limiti.

    in risposta a: Attacchi di panico #2372
    Paola Chiesa
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    Carissimo Nino sicuramente un intervento psicoterapeutico è fondamentale, nella maggior parte dei casi però è necessaria anche una cura farmacologica e quindi si deve ricorrere anche ad un consulto psichiatrico.

    in risposta a: Miglioramento negli anni #2318
    Paola Chiesa
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    Caro Carlo molto dipende dalla tempestività con la quale è fatta la diagnosi, infatti tanto prima viene diagnosticato il problema, tanto prima si interviene con un trattamento riabilitativo come logopedia, psicomotricità….La diagnosi permette di non far incancrenire la situazione creando anche disturbi psicologici quali ansia da prestazione, bassa autostima, stress, isolamento, depressione. Nei casi nei quali il disturbo è molto lieve succede altresì che con la crescita tenda a compensarsi naturalmente, ma non dimentichiamo che ogni caso è unico e va preso affrontato nella sua particolarità.

    in risposta a: Ereditarietà? #2315
    Paola Chiesa
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    Caro Luca, la familiarità con i DSA non è sempre accertata. Tali disturbi possono essere ereditari, ma non è così per tutti i casi. A volte si riscontrano casi di dislessia in famiglie nelle quali non si era mai manifestato prima il problema. Cionondimeno non si può negare la componente genetica del disturbo.

    in risposta a: discalculia? #2312
    Paola Chiesa
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    Cara Sabina, mi dispiace ma non è detto che sia così scontato. Anche i bambini che soffrono di discalculia possono imparare le tabelline. Se noti che Andrea ha difficoltà con la matematica, si stanca facilmente e non ottiene risultati commisurati ai suoi sforzi, una valutazione neuropsicologica può fugare ogni dubbio.

    in risposta a: differenze di percorso #2309
    Paola Chiesa
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    Cara Euridice, il percorso terapeutico si differenzia essenzialmente per “ciò” che il soggetto deve imparare a gestire: il bullo deve imparare a gestire la rabbia e a rispettare gli altri, la vittima deve acquisire sicurezza in se stessa e superare le offese subite. Con i bulli si lavora innanzitutto sulla presa di coscienza del mondo delle emozioni e delle proprie azioni. Con le vittime il percorso terapeutico parte dalla costruzione dell’autostima passando per la ricostruzione di un rapporto di fiducia verso i coetanei e gli adulti. In entrambi i casi la famiglia e la scuola sono parte essenziale del percorso di “guarigione”.

    in risposta a: cosa si intende con bullismo #2255
    Paola Chiesa
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    Il bullismo può essere definito come un “abuso fra pari”. Si tratta di una relazione tra coetanei definita da potere, controllo e violenza. Uno o più ragazzi esercitano azioni persecutorie ripetitive sulla loro vittima, che spesso subisce senza riuscire a difendersi. La persecuzione può essere di carattere fisico o psicologico ed emotivo. Spero di esserle stata utile.

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