Attacchi di panico – parte 2^

L’attacco di panico o DAP si manifesta attraverso il pensiero pessimista, la costante tensione emotiva, l’eccessivo turbamento per il vivere quotidiano, per la propria persona, per il lavoro o per i propri familiari ed amici.

Chi soffre di disturbi d’ansia fa spesso fatica a portare a termine le proprie attività, trova insormontabile qualsiasi ostacolo e non ha tolleranza nei confronti degli imprevisti. Vive un perenne stato di ineluttabilità ed impotenza che piano piano conduce all'immobilità.

L’attacco di panico in senso stretto è caratterizzato da ansia insopportabile che, nei casi estremi, dura circa 20 minuti. Il soggetto è annichilito dal terrore che si manifesta improvvisamente procurando talvolta anche un episodio di depersonalizzazione e derealizzazione. L’individuo dopo la prima crisi sviluppa la paura di riprovare una simile esperienza creando un circolo vizioso che può dare origine al disturbo di panico.

Chi soffre di attacchi d’ansia sviluppa spesso un atteggiamento mentale che alimenta le crisi, attraverso una serie di “pensieri catastrofici” che non hanno un effettivo riscontro con la realtà, dalla quale l’individuo si allontana sempre più, chiudendosi nella sua prigione di paura.