Cyberbullismo

Uno dei fenomeni psicosociali più pericolosi e dannosi della nostra società, è il cyberbullismo. Una recente ricerca ha sottolineato che questa forma di violenza coinvolge un numero sempre più alto di utenti della rete e colpisce soprattutto i giovani fra i 13 e i 17 anni.

Il cyberbullismo è una forma di bullismo più sofisticata, che sfrutta la rete e le ultime tecnologie di comunicazione per mettere in scena i suoi atti intenzionalmente aggressivi e ripetuti nel tempo. La vittima non può facilmente difendersi, sottraendosi a questa violenza mediatica.

Rispetto al bullismo classico, nel cyberbullismo il “bullo” può mantenere l’anonimato, godere di un pubblico più ampio e controllare la vita privata della sua vittima. Quest’ultima il più delle volte non riesce ad identificare il suo aggressore che, grazie alle piattaforme social e a internet in generale, entra e scava nella sua vita privata, si materializza in ogni momento della sua giornata, perseguitandolo con messaggi provocatori o violenti, con immagini e video. La persecuzione può espandersi a macchia d’olio coinvolgendo “amici anonimi” della rete.

I “cyberbulli” inoltre hanno molta più libertà d’azione nell’etere, rispetto ai “bulli” della vita reale.

Tra le conseguenze psicologiche del cyberbullismo ricordiamo: ansia, bassa autostima, depressione, suicidio.
Ricordiamo alcuni segnali che possono aiutare i famigliari a capire se il proprio figlio è vittima di cyberbullismo:
• Utilizzo eccessivo di internet o al contrario rifiuto di utilizzare internet
• Nascondere le finestre aperte del computer quando si avvicina qualcuno
• Comportamenti inusitati
• Perdita di denaro, di oggetti personali
• Disturbi del sonno
• Disturbi alimentari
• Disturbi psicosomatici
• Disinteresse sociale
• Cali d’attenzione
• Scarso rendimento scolastico

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