L’autismo

La sindrome autistica è un disturbo che è stato riconosciuto in epoca relativamente recente, circa 60 anni fa, da Leo Kanner e, ancora oggi, lascia aperte numerose questioni relative alla sua diagnosi, non sempre immediata e non priva di zone “oscure”, a causa delle molteplici sfumature e manifestazioni che la caratterizzano.

Ogni individuo è unico ed irripetibile, così come ogni soggetto affetto da autismo è unico ed irripetibile in virtù delle infinite combinazioni e forme che caratterizzano la sindrome di cui soffre.

Alcuni presentano un altissimo QI, altri invece hanno deficit cognitivi, alcuni hanno gravi disturbi del linguaggio altri no. La sindrome coinvolge diversi aspetti “dell’essere” o meglio l’intera struttura del paziente.

I sintomi solitamente si manifestano prima dei tre anni: difficoltà nel linguaggio e nella comunicazione, difficoltà di contatto emotivo, sguardo laterale, movimenti senza scopi apparenti, ripetitività nell’esecuzione di alcune azioni.

La sindrome autistica è caratterizzata dal disinteresse per il mondo esterno e le persone, dall’incapacità di giocare con gli altri, dalla mancanza di rapporti e interazioni sociali, da scoppi di rabbia incontrollati nei casi di sconvolgimento della routine quotidiana.

È utile una terapia di tipo comportamentale, per migliorare la socialità del bambino e lo sviluppo della sua autonomia.

I bambini autistici sono molto delicati, iper sensoriali, il loro cervello è bersagliato da tutti gli stimoli esterni che si presentano in concomitanza e generano confusione, il mondo che li circonda è spesso troppo. Bisogna evitare tutte le situazioni che possono mandarli in “corto circuito”, epurando l’ambiente dal superfluo e facendo con loro una cosa per volta. Piccoli passi anche nel supporto terapeutico.